Comune di Maissana
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valle di lagoraraAnticamente la Valle era una selva densissima abitata da animali selvaggi e sconosciuta dagli stessi liguri.

I primi abitanti di queste terre non hanno avuto vita facile; sottoposti a continue invasioni, sottomissioni e distruzioni complete da parte di conquistatori come, ad esempio, i potenti romani dei quali si sono ritrovati antichissime monete con l'immagine di Claudio Nerone.

Fra i primi abitanti si annidavano anche loschi figuri (ogni epoca ha i suoi "cattivi") che organizzati in piccole bande - spesso in guerra tra loro - assalivano le carovane di mercanti o semplici viandanti che attraverso la Fontanabuona e l'attuale passo del Bocco (da non confondersi con il più importante passo del Bocco che collega il territorio di Varese Ligure con la via per Chiavari e la Valle d'Aveto) transitavano sul territorio diretto sulle Centocroci, depredandogli di ogni avere, molto spesso con il prezzo della vita. "Terra di briganti" dunque!

La valle prende il nome da un enorme roccia a strapiombo tra di S. Maria e Maissana. Sulla sua sommità c'è un luogo chiamato "Castello" dove esistono antichi ruderi che fanno supporre l'esistenza di un rocca forte. In realtà sulla roccia ci sono delle pietre messe in modo tale da sembrare i resti di un antica borgata.

Il nome di "Lagorara" deriverebbe dal fatto che anticamente, non lontano dal Castello, esistesse un lago - in realtà raro - dato il luogo; da qui "Lagoraro " e trattandosi di nomi per una borgata, LAGORARA.

L'esistenza di un lago assume maggiore credibilità dal fatto che la zona era ricca di acqua che alimentava, tra l'altro, l'innumerevoli mulini situati nell'attuale territorio del paese di Campore per la macinazione degli unici prodotto per gli abitanti del luogo: castagne e mais. Oltre la roccia di Lagorara si possono scorgere terrazzamenti con muri a secco ancora intatti; testimonianza che la zona era abitata, coltivata ed irrigata probabilmente proprio dalle acque del lago ora scomparso.

Storia certa è invece il diploma del 29 Settembre 1164 con il quale l'Imperatore Federico Barbarossa conferisce il possesso di queste terre ai Malaspina, marchesi di Lunigiana.

Verso la fine del 1440 la Lagorara si sottomise al dominio di Genova; in epoca poco successiva, Pennelli e Fieschi domandarono ai Signori di Genova l'uso di questi posti per disboscarli e farne delle possessioni.

I Pennelli si insediarono sulla roccia di Lagorara, i Fieschi si diffusero specialmente nell'alta Valle del Vara ma essendo vicini, si danneggiavano a vicenda predandosi il bestiame, ferendo e uccidendo i pastori.

I Signori anziani di Genova stanchi di queste continue diatribe, non potendosi servire della Lagorara la cedettero ai Fieschi ricevendo in cambio altri siti nel contado di Lavagna.

Da questa data in poi la Lagorara vive la stessa storia dell'Alta Valle del Vara e della Liguria.
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