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La storia

Il Comune di Maissana ha una superficie di 5.480 ettari e si estende da Monte Cucco a Monte Carmine, dai Monti Porcile, Capra, Zenone, Alpe al Fiume Vara ed è posto al confine nord della Provincia della Spezia, costituito dal Capoluogo Maissana (520 m. s.m.l. ) più dieci frazioni: Santa Maria di Lagorara (615 m), Campore (500), Ossegna (550), Cembrano (416), Torza (381), Tavarone (606), Disconesi (670), Colli di Maissana (760), Salterana (450), Chiama (590). maissana_cultura_e_storiaMonteCucco I suoi primi abitanti furono, probabilmente, i Lapicini che occupavano la zona della Liguria che comprende il territorio che và da Moneglia a Sestri Levante ed il suo entroterra dove è compreso il territorio del Comune di Maissana. Nell’anno 205 a.C. il territorio di Maissana venne aggregato a Genova, fu proclamato Municipio Romano ed entrò a far parte della IXa regione.

Qui secondo il Giustiniani (“Descrittione della Lyguria” 1537) passava la strada detta Romea che partiva da Sestri Levante e dietro la sponda del Petronio portava a Castiglione, raggiungeva le Fascette, toccava Tavarone, la Costa di Salterana e, attraverso le Lische, scendeva in Borsa. Qui si biforcava in due rami: uno portava a Varese Ligure proseguendo per il parmense, l’altro passava sopra Santa Maria e attraverso il Veruga, scendeva in Valle Graveglia.

Che il Comune fosse colonia Romana lo conferma il Celeste scrivendo “I nomi di molte famiglie, ivi accisano infatti un’origine e proveniva latina; ne può mettersi in dubbio avere avuto i Romani nella Valle del Vara diverse stazioni, di che son certa riprova le loro monete in più luoghi sterrate, in specie in Lagorara appartenenti in gran parte al Regno di Nerone”.

Troviamo un’interpretazione del nome “Maissana” nell’archivio parrocchiale del Capoluogo. Vi si legge: “Il nome di Maissana non vuole essere interpretato nel senso di “Sempre malata” perché “Mais”, se francese, vorrebbe significare sempre sana, se italiano, meliga sana, sicché, tanto nell’uno quanto nell’altro caso, Maissana vorrebbe significare “Sempre sana”.” Si racconta infatti che alcune donne, venute ammalate in questo luogo, vi abbiano riacquistato in breve la salute. Da qui sarebbe derivato il nome”.

I paesi del Comune di Maissana sono tutti interessanti insediamenti umani per le loro case in pietra a vista, i loro sottopassi e le piccole strade che sbucano nei campi. Particolarmente suggestivi in autunno ed inverno quando i boschi hanno colori dorati, il fumo fuoriesce dai camini e il profumo di legna bruciata arriva alle piazze e ai resti degli antichi edifici dalle finestre bordate di pietra. Il percorso da uno all’altro scende tra quinte continue di ginestre: un susseguirsi di cespugli profumati sullo sfondo del verde dei boschi.

Paesi che solo negli ultimi anni hanno ricominciato a popolarsi dopo l’esodo del dopoguerra. Il fenomeno dell’abbandono della campagna si fece più intenso negli anni ’60, con la scolarizzazione di massa e la comparsa della televisione che diffuse l’illusione di una vita più facile e comoda da cercarsi nei paesi della costa o in città.

In particolare negli anni 1950 e 1960, la FIT – Fabbrica Italiana Tubi – di Sestri Levante, i Cantieri Navali Riuniti di Riva Trigoso, il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni hanno assunto migliaia di unità di lavoro provenienti dall’intero comprensorio, Maissana compresa.

La popolazione cominciò quindi a diminuire e ad invecchiare; si spensero così tradizioni che avevano caratterizzato i vari paesi come le veglie nelle quali si tramandava la cultura della comunità da una generazione all’altra. Caddero in disuso quelle abitudine tipiche delle piccole comunità dove gli avvenimenti privati (la nascita, la morte, lo sposalizio) venivano vissuti intensamente da tutti.

Nell’ultimo decennio quest’esodo si è a poco a poco arrestato e si è cercato di utilizzare le risorse disponibili per ricreare una realtà che permetta ai giovani di fermarsi o ritornare a vivere in questi quieti paesi tra i boschi.

Si assiste inoltre alla crescita di numerose seconde case sia di ex residenti, legati ai luoghi d’origine, sia di turisti provenienti dai centri della Riviera Ligure, la “Riviera”, e non solo.

L’impegno degli amministratori locali è oggi quello di salvaguardare quanto di meglio è stato fatto nel passato rinnovandolo nel solco della tradizione.

Popolazione residente censita al:

31 Dicembre 1901
2.032 unità

4 Novembre 1951
1.668 unità

15 Ottobre 1961
1.295 unità

24 Ottobre 1971
992 unità

25 Ottobre 1981
790 unità

20 Ottobre 1991
724 unità

21 Ottobre 2001
669 unità
31 Dicembre 2003
683 unità

31 Dicembre 2004
688 unità